
One minute to sunset
Alle 5.30 di mattina siamo pronti per partire solo io e Joseph ma lui soffre d'insonnia e insieme andiamo a svegliare gli altri. La Mazda noleggio ha sei posti e lascia Arco al completo e nel silenzio di chi dorme nelle case o continua a farlo in macchina, guida Paolo. Un'ora e mezza dopo siamo a Flag(staff) e ci fermiamo per la "colazione americana" che ti viene voglia di mangiare ancora alle sei di sera ma non e' proprio proprio l'originale del southwest mi spiega Joseph: con il suo texas style che vuol dire fare il carino con le cameriere ci beviamo il caffe' gratis. Due ore dopo Felipe si sveglia e in effetti siamo al Grand Canyon National Park, parcheggiamo e poco dopo inizia lo spettacolo di sole e roccia senza acqua che il colorado e' cosi' in basso che non si vede proprio se non alla fine di un piccolo hike sulla cresta del monte, anzi no, sul bordo della pianura e questa e' la novita': il nord Arizona e' mediamente sui duemila metri, l'altipiano del colorado sui duemilaecinque e il fiume e' piu' di un chilometro e mezzo sotto.
La vastita' dello spazio e' immisurabile per la complessita' del luogo e perche' tutto e' fuori scala che non ti rendi conto se non vedi l'aquila che vola sotto di te giu' nel canyon finche' e' troppo piccola per segiurla. Aspettiamo il tramonto, ogni cosa viva nel parco trova un posto lontano da tutto per isolarsi e abbracciare il vento che invade lo spazio vuoto subito dopo il calar del sole, qualcuno suona un flauto.
Guidiamo nelle notte fino a Page, ai confini con lo Utah, ci arriviamo alle nove di sera e nessuno ci da una stanza, nessuno si fida di giovani arrivati dopo il tramonto senza prenotare, nessuno tranne Bob che per 50$ ci da un appartamento con due camere matrimoniali, cucina e due divanoni in salotto, dormiamo tutti comodi con 8$ a cranio, tutti tranne Jimi che si e' fatto fregare sul resto e ha pagato due pizze 45$.
Nel posto piu' statunitense della storia, Harley Davidson, bandiere sudiste, selle di cavallo, cappelli da cowboy, panze rotonde e fucili ai muri, troviamo la colazione veramente southwestern tanto decantata: cotolettone di manzo con un'abbondante salsa bianca e verde sopra, due panini dolci da mezzo chilo con la stessa salsa (servita separatamente pero'), passata di fagioli stile Bud Spencer e due uova al tegamino. Tutto questo e' UNA porzione.
Provo anch'io il texas style, funziona: spremuta d'arancia gratis e un dollaro di sconto alla cassa!
Guido sopra un'immensa diga sul fiume colorado, mi sa tanto di Mose, ci fermiamo solo un momento al Lake Powell, cioe' la parte di Gran Canyon allagata dalla diga, particolarissimo: acqua blu su roccia rossa, nessun albero.
Saliamo sopra un monster truck guidato da Sam un ragazzo nero evidentemente sovrappeso che ci fa da guida all'Antelope Canyon, piccolo gioiellino incastrato in un mare di sabbia, che ti lascia a bocca aperta passo dopo passo mentre entri sempre piu' in profondita'.
Il ritorno e' noioso ma ci rifermiamo a Flag per la cena, la cameriera e' un'attrice che ha recitato un mese fa ad Arco, ci riconosce, inutile dire che stile applichiamo e il gioco e' fatto, organizzata la serata con birra biliardo e una band da LA che suona punk rock. Torniamo sfatti e soddisfatti.
Main items of the dayFreccia Navajo, tessera di sconto al Safeway
Song of the day
More than a feeling - Boston (ovviamente versione airband)
Animal of the dayEagles in the Canyon
Movie of the dayFavela rising

The Crew
(from left):
Paolo, Joseph, Felipe
Jimi, Chris, Me

Nice 'n deep

Antelope Canyon

Antelope Canyon